Il castello di Tures e il fantasma di Margherita

Racconto questa storia per due ottimi motivi: il primo, perché una lettrice mi ha segnalato la leggenda; il secondo, perché sono stata in Val Aurina un sacco di anni fa e ne serbo un bel ricordo. Mi piacerebbe ritornare!

Comunque, ho fatto qualche ricerca e questo che segue è quel che ho trovato 🙂

Il Castello di Tures (Castel Taufers) si trova nel cuore delle Dolomiti dell’Alto Adige, sopra Campo Tures. Risalente al XII secolo, domina il paese sottostante e sorge su un terrapieno ai cui piedi scorre il torrente Ahr (Aurina, dal quale prende il nome l’intera valle).

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Castello di Tures, Campo Tures (Bolzano) – © Lisa Deiuri 2020

Fra le sue molte sale (ben 64), tre in particolare attirano l’attenzione degli amanti dei misteri: la Sala dei Giudizi, la Biblioteca e la Stanza delle Streghe o degli Spettri.

La Sala dei Giudizi fu la sede del Tribunale fino al 1720; interamente rivestita in legno, ha un soffitto sostenuto da una colonna alla quale venivano legati gli imputati e visto che, nei secoli passati, la tortura era molto usata, immaginate un po’ come doveva passarsela chi arrivava lì.

Proprio sopra la Sala dei Giudizi c’è la Biblioteca. Anche questa sala è tutta in legno, ma più elegante, ha un soffitto a cassettoni e contiene diversi armadi nei quali sono racchiuse antiche cronache e misteriosi bestiari.

Infine, ecco la Stanza delle Streghe (o degli Spettri), il luogo più arcano di tutto il castello, legato alla storia di Margarethe von Taufers (storia triste, come quelle della Dama Bianca, di Ginevra e di Todeschina, che vi ho raccontato qui), nel quale, oltre a una culla sulla quale è inciso un pentacolo, ci sono colonne con capitelli corinzi e un tavolo coperto da simboli, segno che i suoi (o la sua) occupanti probabilmente praticavano la magia.

La contessina Margarethe, appena diciottenne, si innamorò di Michael, il Capitano delle guardie del castello e l’unione fu mal vista dallo zio, il principe vescovo di Brixen (Bressanone) perché l’uomo, già maturo, avrebbe rovinato i suoi piani.

Il vescovo, infatti, voleva convincere il padre della giovane, il conte di Taufers, che in quel periodo si trovava in guerra e del quale Margarethe non aveva notizie, ad accettare un matrimonio con un suo nipote, allo scopo di farlo diventare il futuro padrone del castello.

Nonostante il divieto, Margarethe decise di sposare il suo amato ma, durante la veglia nuziale, mentre pregava nella cappella dove l’indomani si sarebbero celebrate le nozze, Michael fu trafitto dalla freccia avvelenata di un sicario mandato dal vescovo e morì.

Il cadavere del Capitano fu trascinato nelle segrete e poi seppellito nella ghiacciaia accanto alla torre di guardia con l’intento di occultarlo.

Il giorno seguente fu detto a Margarethe che il Capitano era partito con urgenza per Vienna allo scopo di raggiungere il conte di Taufers. Benché le risultasse strano che Michael non le avesse lasciato alcun messaggio, all’inizio la fanciulla non si preoccupò, anzi, quella poteva essere un’occasione d’oro per ricevere la benedizione del padre riguardo le nozze.

Dopo diverse settimane, però, Margarethe iniziò a deprimersi perché non aveva più notizie di Michael e si rinchiuse nella sua stanza finché, nella notte di San Giovanni (ormai era passato un anno dalla scomparsa del Capitano) il suo gatto nero e uno scoiattolo si presentarono alla sua porta recando in bocca un pezzo di stoffa e un bottone insanguinati. Appartenevano alla divisa dell’amato, eppure non potevano venire da Vienna!

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Margarethe nella sua stanza – © Lisa Deiuri 2020

Margarethe seguì con lo sguardo i due animali che ritornarono in cortile e si diressero verso la ghiacciaia. In quel momento si alzò il vento e la fanciulla sentì il cuore batterle come quando era con Michael. Chissà – pensò Margarethe – forse per sapere dove si trova il mio Capitano dovrei studiare la magia e nella prossima Notte di San Giovanni chiederlo agli animali che comunicano con gli spiriti…

Fra’ Bernardo, invece, le consigliò di affidarsi alla preghiera e al sacrificio: solo in questo modo avrebbe potuto rivedere l’amato. Così, per sette lunghi anni, la fanciulla mise in pratica i dettami del suo confessore.

Nel dicembre del settimo anno, in una fredda notte di dicembre coperta di neve, Margarethe vide passare in cielo una cometa. Si sporse dalla finestra e precipitò sul manto bianco che ricopriva la terra, morendo assiderata.

Da allora il suo fantasma (ma in un’altra versione è quello di Michael) vaga per il castello piangendo e in quella che sarebbe dovuta essere la camera nuziale, soprannominata la Stanza degli Spettri, circa ogni cento anni (al comparire di una cometa) si sente un canto a due voci: sono i due poveri amanti finalmente riuniti.


INFO PRATICHE

  • Castel Taufers – I-39032 Campo Tures. Per le visite (anche in italiano) rivolgersi direttamente al castellano, il dott. Alexander Maier.
  • Tel./Fax: +39 0474 678053
  • e-mail: taufers@burgeninstitut.com
  • Biglietti: € 8 – € 10 per le visite notturne alla Stanza degli Spettri e alla Sala del Giudizio

4 pensieri su “Il castello di Tures e il fantasma di Margherita

  1. Questa storia mi ricorda molto la storia di un castello che ho visitato in Scozia, ma forse in fondo le storie di fantasmi si assomigliano sempre un po’. Anche in quel caso c’era una ragazza innamorata di chi non doveva, anche se nella versione scozzese era il padre a non volere il matrimonio. Inutile dire che finisce male, e che la povera ragazza ancora oggi continua ad aggirarsi tra le stanze del castello…

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