Dracula e la malattia – 3

Siamo alla conclusione di questa lungo excursus sulla relazione fra vampirismo e malattia tramite una lettura del romanzo di Stoker “Dracula”. Qui trovate le prime due parti: Dracula e la malattia – 1 / Dracula e la malattia – 2.

Scena dal Nosferatu di W. Herzog (1979) con Klaus Kinski e Isabelle Adjani

Sul letto matrimoniale, vicino alla finestra giaceva Jonathan Harker, il volto paonazzo, respirando pesantemente, come se fosse drogato. Inginocchiata sull’orlo del letto, girando le spalle al marito, era la figura biancovestita di sua moglie e accanto a lei un uomo alto, magro, nerovestito. (…) Con la mano sinistra stringeva quelle della signora Harker, bloccandogliele dietro il dorso; con la mano destra le aveva afferrato il collo, obbligandola a chinare il volto verso il proprio petto. La bianca camicia da notte era sporca di sangue, e un rivolo scorreva sul petto nudo dell’uomo che si era aperto l’abito. La posizione dei due aveva una terribile somiglianza con l’immagine di un bambino che caccia il naso di un gatto in un piattino di latte per obbligarlo a bere.

UN GIOCO DI SPECCHI

L’intero romanzo è un gioco di specchi e perciò la prima immagine che ci torna in mente è quella dell’incontro fra Jonathan e le vampiresse a Castel Dracula, solo che qui a irrompere sulla scena non è il Conte ma Van Helsing, mentre la costante è rappresentata da un Harker in qualche modo sempre altrove quando si tratta di affrontare la situazione.

Dracula (Christopher Lee) caccia la vampiressa che ha tentato di mordere Jonathan, il quale, di fatto, assiste a una scena di violenza senza muovere un pelo. Da “Dracula il vampiro” di T. Fisher (1958)

Di più, se quand’era in Transilvania il pudico avvocato si è lasciato un po’ sedurre dalla fanciulla bionda, forse un’antica moglie di Dracula, in patria e addirittura sul proprio talamo, Jonathan evita (facendosi venire una paralisi) di opporre la benché minima resistenza quando il Conte gli rende il favore prendendosi Mina.

La sua è la malattia tipica della borghesia moderna, destinata a ritrovarsi nelle figure letterarie dell’inetto, dell’antieroe, dell’uomo senza qualità, fatto salvo quando, come osserva Clive Leatherdale, Harker ricorre “drasticamente alla violenza fisica una volta provocato”. “Quando è motivato” – prosegue Leatherdale – “Jonathan Harker non è certo un codardo.

Jonathan in un corpo a corpo con Dracula nella scena finale del “Dracula di Bram Stoker” di F. Ford Coppola (1992)

C’è da chiedersi, allora, perché la violenza di cui è vittima la moglie non sia una “motivazione” sufficiente a permettergli di reagire… Forse perché, da perfetto nevrotico, Harker è stato educato alla flemma, alla cortesia e all’autocontrollo in qualunque situazione (e nutre, freudianamente, un sentimento di amore-odio verso il sesso femminile) e – per converso – reagisce solo quando ‘sbrocca’ e deve difendere se stesso?

Insomma, da tutto ciò che abbiamo visto finora nell’incredibile e attualissima “opera-mondo” che è “Dracula”, per il borghese vittoriano il vampirismo è un morbo che, sostanzialmente, deriva da uno squilibrio sessuale; un po’ come, molto più tardi, qualcuno avrebbe tentato di interpretare l’AIDS e di soprannominarlo, non a caso, “la Peste del XX secolo”.
Ma che dire riguardo al vampirismo associato alla malattia spirituale dell’intera cultura occidentale, che si manifesta tramite la decadenza sociale, la perdita dei valori e certi atti di barbarie, perpetrati dai più forti sui più deboli?

In “Dracula” emergono, anche in questo caso, elementi interessanti, che rimandano al tema del cambio generazionale (le dipartite di Lord Godalming, Hawkins, Mrs. Westernra e anche del vecchio marinaio in pensione) e al profilarsi di un mondo diverso, nel quale i criteri morali e la netta separazione fra Bene e Male non sono più così chiari.

“Dracula”, infatti, è anche un romanzo di formazione e transizione, che rappresenta il passaggio dalla giovinezza alla maturità di un intero Continente (con tutti i conflitti, anche sociali, che questo implica), dando voce alle preoccupazioni della vecchia aristocrazia di sangue, destinata a essere surclassata dalla nuova aristocrazia “di denaro”, e della “casta” maschile di fronte al sorgere di un oscuro potere femminile che, quando va bene, si manifesta nella Donna Nuova (Mina) e viene reintegrato (dopo opportuna disattivazione della carica sessuale) nel sistema maschile; quando va male, invece, diventa la figura terrifica della “prostituta di Satana” (Lucy e le altre vampire), nella quale l’infezione della donna sessualmente libera (e non madre) è ormai conclamata e quindi va annientata in tutti i modi – anche i più violenti, per disinnescarne la carica “virulenta” e rivoluzionaria – o casomai relegata fra gli oggetti di curiosità sessuale, come per esempio si è fatto con la figura della “vamp”.

Lucy annientata con paletto e martello. Scena cruentissima dal “Dracula” di Coppola (1992)

Infine, se – partecipando al gioco di specchi al quale Stoker obbliga i suoi personaggi – provassimo anche noi a cogliere l’occasione dell’epidemia per ribaltare l’immagine “rassicurante” di una società dominata dalla scienza e dalla tecnologia (come poteva apparire quella Ottocentesca, dominata dal positivismo, e come vogliamo credere sia la nostra) nella quale possiamo controllare tutto (compresi i confini, personali e geografici), ci accorgeremmo forse, con più di qualche sussulto, che Dracula è ancora qui e gli antichi mostri della paura e dell’intolleranza non se ne sono mai andati.


Clive Leatherdale, Dracula: il romanzo e la leggenda, Atanòr, Bologna,1989
Erberto Petoia, Vampiri e Lupi Mannari, Newton & Compton Editori, Roma, 2003
Franco Pezzini, Tutto Dracula, Vol I e II, Odoya, Città di Castello (PG), 2019
Bram Stoker, Dracula, trad.it. di Francesco Saba Sardi, Mondadori, Milano, 1979
Vito Teti, La melanconia del vampiro, Manifestolibri, Roma, 2007
Ornella Volta, Il vampiro, Sugar Editore, Milano, 1964
AA.VV. L’immaginario della Peste Nera, Ver Sacrum, numero III, ottobre 1993

Un pensiero su “Dracula e la malattia – 3

  1. Pingback: Dracula e la malattia – 2 – Trieste Arcana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.