Carlo Michelstaedter e le 12 sedute

Articolo di Massimiliano Bottazzo

Antonella Gallarotti, “L’oscurità luminosa invade la stanza”, Edizioni della Laguna, Gorizia, 2011

Nel 2011 esce per le Edizioni della Laguna un libro di Antonella Gallarotti, curatrice del Fondo Michelstaedter presso la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, “L’oscurità luminosa invade la stanza”, sottotitolo: Dialoghi con Carlo Michelstaedter dopo il 17 ottobre 1910. Avendo io dedicato gli ultimi trent’anni allo studio del filosofo goriziano e sapendo che era morto proprio in quella data, ne sono subito incuriosito: di quali dialoghi racconta il libro di Gallarotti?

Si tratta di una storia sconosciuta: la pubblicazione delle 12 sedute spiritiche avvenute tra il novembre 1910 e il 27 gennaio 1912, ovvero i tentativi di contattare Carlo Michelstaedter da parte dell’amatissima sorella minore Paula , di Argia – grande amore di Carlo (la Senia delle sue poesie)e Fulvia Cassini e, in alcuni casi, di Giovanni Paternolli – che insieme a Enrico Mreule, fu l’amico più caro (i Nino e Rico del “Dialogo della Salute”)e del cugino Emilio.

In base a quanto raccolto da Gallarotti, Carlo sembra infastidito dalle chiamate, dice chiaramente di lasciarlo in pace e fa esplicito riferimento a Ada e Gino, affermando che gli sono accanto. Ada e Gino erano, rispettivamente, la cugina per parte materna, suicida nel 1895 per avvelenamento e il fratello maggiore, suicida con colpo di pistola nel 1909 a New York.

Del resto, sui Michelstaedter le ombre si erano addensate in una sorta di maledizione famigliare a partire dal bisnonno, il famoso rabbino Isacco Samuele Reggio, che probabilmente praticava lo spiritismo e applicava tecniche cabalistiche di purificazione, manifestandosi in una catena di suicidi e disgrazie: Carlo si sparò nel 1910 e il cugino Emilio si uccise nel 1933. Il resto della famiglia esclusa, come vedremo, la sorella minore, finì ad Auschwitz.

Il credente spiritista e lo scettico, caricatura del novembre 1902. Disegno di C. Michelstaedter


Infatti, all’ultima seduta, che fu la più drammatica, prese parte anche la madre di Carlo, Emma, ma a lei non fu destinata nemmeno una parola. Si trattò, invece, di un dialogo serrato tra fratello e sorella nel quale alcuni videro una sorta di profezia:
” Paula dal male sta lontana”
” Paula…va via”
” Va via devi andar via “
” Abbandona la tua casa…”
Più o meno tre anni dopo Paula sposò lo svizzero Winteler e in effetti se ne andò. Tutti gli altri morirono ad Auschwitz a seguito della deportazione della comunità ebraica di Gorizia cui i Michelstaedter appartenevano.

Oltre alla trascrizione delle 12 sedute il libro di Gallarotti riporta le foto dei documenti originali conservati nel Fondo, ma non solo: alla fine della lettura ebbi modo di scoprire anche un secondo tentativo di contattare il filosofo, suicida a 23 anni, compiuto da Guido Ceronetti nel 1984 per mezzo di una medium, episodio raccontato dallo stesso Ceronetti in un articolo dal titolo “Il manto dell’ Ecclesiaste. Dialogo con l’ombra di Michelstaedter”, apparso su La Stampa il 22 agosto 1984.


Massimiliano Bottazzo è nato a Padova nel 1968, risiede in Friuli a Udine, per scelta, dal settembre 2005. Ha studiato Filosofia e pubblicato per Caosfera i libri di poesia “Tracce” (settembre 2016) e “Scalzo per errore” (novembre 2020).


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